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No alla legalizzazione del diritto di uccidere

Il Comitato politico nazionale del PRC/SE, riunito il 6/7 maggio 2017, esprime la massima contrarietà alla riforma dell’art. 59 del codice penale sull’errore e sulla scriminante della legittima difesa (art. 52 c.p.).

La nuova norma sulla legittima difesa permette, infatti, che sia scriminata: “la reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno”.  È stato inoltre previsto che “l’onorario e le spese spettanti al difensore della persona dichiarata non punibile per aver commesso il fatto per legittima difesa o per stato di necessità”. Quindi privilegiando il diritto alla difesa tecnica a chi compia un atto violento scusato dalla legge penale rispetto al diritto alla difesa alle vittime di femminicidio o di stragi, come nel caso dello stabilimento ThyssenKrupp o della stazione di Viareggio.

Alla maggioranza di governo va attribuito il non comune ‘merito’ di peggiorare il codice fascista di Alfredo Rocco, già peggiorato con la cosiddetta legittima difesa domiciliare da Berlusconi/Maroni/La Russa.

Appare risibile – come autorevolmente sostenuto da studiosi, magistrati e avvocati – la differenziazione della legittima difesa notturna e diurna. Appare incostituzionale – o nella migliore delle ipotesi inutile – una norma che attenua il rapporto di proporzionalità tra offesa e difesa.

Queste modifiche normative, nello spirito del nuovo Presidente USA, sono il frutto di una canea securitaria e xenofoba orchestrata dalle destre, cui non si sottrae il M5S, di cui il PD si rende complice. Siamo di fronte all’istigazione all’acquisto e alla produzione delle armi: in un contesto in cui in dieci anni sono triplicate le licenze per il porto d’armi e in cui circa quindici italiani su cento detengono una pistola o un fucile.

Queste politiche –ovunque perpetrate – sono criminogene perché aumentano gli omicidi e le lesioni gravi: più facile è procurarsi un’arma più facile è sparare anche per futili o folli motivi!

Rifondazione Comunista/Sinistra Europea contrasta la deriva da far west in corso nel sistema giuridico italiano ribadendo il proprio sostegno allo stato sociale di diritto in cui i comportamenti illeciti si prevengono e, se necessario, si perseguono con equità e spirito di umanità sempre e solo da parte dello Stato, non da improvvisati giusitizieri.

Rifondazione Comunista/Sinistra Europea propone: la depenalizzazione e la decriminalizzazione di una serie di fattispecie di reato che intasano i Tribunali per processi bagattelari, la estensione di sanzioni riparative volte alla effettiva riduzione del carcere a extrema ratio e una nuova politica carceraria. Un Paese che usa il diritto penale come soluzione dei problemi sociali e delle diseguaglianze economiche mette in mora la Costituzione ed è un Paese sottosviluppato!

Rifondazione comunista/Sinistra Europea lancia una campagna di controinformazione a fronte di un coro di giornalisti e opinionisti fomentatori di odio e si rende disponibile all’ascolto e al sostegno di tutti gli operatori e le associazioni di settore.

Gianluca Schiavon. Giovanni Russo Spena, Eleonora Forenza

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