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Cassa di solidarietà con gli operai della Marcegaglia

La lotta alla Marcegaglia Buildtech di Milano si è chiusa con un risultato positivo. E’ stata battuta l’ostinazione dell’azienda che per oltre due anni e mezzo si è rifiutata di dare qualsiasi altra soluzione alla vicenda che non fosse quella del trasferimento a oltre 100 chilometri di distanza dei 7 lavoratori, una distanza impossibile per gli operai e le loro famiglie, quando vi erano tutte le condizioni per una ricollocazione negli stabilimenti del gruppo vicini. Uno scontro tutto di potere, in cui una delle più potenti famiglie del capitalismo nostrano, non voleva accettare che i lavoratori potessero mettere in discussione il proprio comando unilaterale.

I lavoratori in lotta hanno dovuto affrontare una dura vertenza con scioperi, blocchi, occupazioni, riuscendo a costruire una rete di solidarietà importante, con il contributo della FIOM regionale, del FLMU-CUB, di collettivi, centri sociali, partiti a partire da Rifondazione Comunista di Milano, del quartiere e della parrocchia, che ha infine costretto l’azienda a trattare.

E’ stata attivata una cassa di solidarietà per coprire le ingenti perdite di salario che i lavoratori hanno  dovuto affrontare e per continuare a sostenere future iniziative. Una cassa di solidarietà a cui invitiamo tutte e tutti a contribuire.

Ce l’abbiamo fatta… l’orgoglio operaio ha piegato uno dei padroni d’Europa!

La solidarietà ci ha sostenuti.

2 anni e mezzo di resistenza ,13 giorni di occupazione e di sciopero, 2 giorni di presidio in prefettura, il contributo importante della Fiom di tutta la Lombardia, del FLMU-CUB, e degli altri sindacati di base, i partiti, i collettivi, i centri sociali, il quartiere che hanno animato il presidio solidale agli uffici occupati Marcegaglia, con blocchi e manifestazioni, il contributo di compagni anche da altre parti d’Italia: tutto questo ha rappresentato l’ariete che ha sgretolato il muro che l’azienda aveva costruito fra noi e il nostro futuro.

L’accordo con Marcegaglia è stato ratificato ieri prefettura, dopo che domenica l’azienda ha deciso di venire a trattare direttamente con noi e sottoscrivere un protocollo di intesa.

Prima di occupare gli uffici e metterci in sciopero per noi c’erano solo 7 licenziamenti senza alcun indennizzo! Il buio.

Con una lotta durissima abbiamo costruito le condizioni per piegare la volontà del massimo rappresentante del capitalismo europeo!

Fin dall’inizio di questa vertenza l’azienda ha assunto un posizione di principio politico: chi non accetta le condizioni dell’azienda finisce male! D’altronde tutta la storia sindacale del gruppo è stata questa e non ha mai trovato alcuna resistenza efficace. Un classe operaia prona alla volontà padronale.

Che sette operai abbiano sfidato tale potere ingaggiando una delle lotte più radicali degli ultimi 20 anni, ha inizialmente accresciuto la rigidità di Marcegaglia.

Ma la configurazione con la quale abbiamo occupato gli uffici, e il sostegno di tanti e tante solidal* assieme al quartiere e addirittura la parrocchia, rendeva quasi impossibile lo sgombero, se non con una operazione militare estremamente rischiosa per la nostra vita, che avrebbe prodotto un mare di problemi per l’azienda e il governo.

L’accordo, che prevede tre posti di lavoro veri e 4 incentivi per non opposizione al licenziamento, al di la della sua parzialità è un risultato che ha un valore storico:

– 7 operai hanno sfidato un padrone potentissimo e arrogante e lo hanno piegato

– Un collettivo autoconvocato ha organizzato al suo interno iscritti e non iscritti a diverse sigle

– La lotta ha fatto collaborare per tutta la sua durata la FIOM e la FLMU-CUB; l’unità sindacale si costruisce ne conflitto fra chi è disponibile ad affrontarlo.

– Si dentro che fuori l’occupazione siamo stati in grado di sviluppare una pressione mediatica non indifferente

– Vecchie e giovani generazioni hanno condiviso la lotta.

– Il movimento di solidarietà che si è costruito attorno alla battaglia a visto riunirsi spezzoni si movimento e di conflitto sociale che per varie ragioni non comunicavano tra loro, o peggio erano in pieno scontro; L’egemonia dell’obiettivo è lo strumento di ricomposizione della conflittualità sociale e di classe.

– Praticamente tutte le organizzazioni sindacali si sono ritrovate nel sostenere questa battaglia

– Si è sfidata la legalità borghese senza uscirne con le ossa rotte

– Hanno scioperato in solidarietà praticamente tutti gli stabilimenti della Marcegaglia, fatto mai accaduto in 50 anni di storia di questa azienda

Non si è raggiunto un risultato pieno a causa di alcuni limiti che proviamo a elencare:

– 7 operai son facili da organizzare ma alla lunga senza un ricambio nella prima linea si fa fatica a tenere il livello dello scontro al massimo possibile

– Le difficoltà del movimento sindacale in generale che non ci ha permesso di estendere in maniera dispiegata la lotta ad altri settori di lavoratori in lotta

– La mancanza di una assunzione politica a livello nazionale dello scontro che seppure nelle sue limitate dimensioni si configurava come scontro aperto al capitalismo nazionale ed europeo

Probabilmente i limiti non sono esaustivi, e certamente li potremo approfondire a seguito di un articolata discussione e bilancio collettivo.

Resta il fatto che tutti assieme abbiamo dato una lezione indimenticabile ai padroni, e abbiamo dimostrato che con la lotta e l’unità nessun muro è insormontabile.

Ringraziamo tutti e tutte ci hanno sostenuto e combattuto assieme a noi, anche quelli che lo hanno fatto con un po’ di freddezza.

Diamo appuntamento per una assemblea di bilancio della nostra lotta e di rilancio della ricomposizione delle lotte sociali venerdì 8 luglio alle ore 20.30 al PIANO TERRA in via Federico Confalonieri 3 a Milano. Invitiamo a partecipare tutte le realtà politiche, sindacali e sociali, milanesi e non che hanno condiviso anche solo emotivamente la nostra lotta.

Carroponte Marcegaglia (MI) 29 giugno 2016

Alfredo, Cristian, Franco, Gianni, Massimiliano, Roberto e Sergio

 

La perdita netta sul salario per i 7 operai è di 450 euro sulla prossima busta. Al presidio abbiamo raccolto circa 900 euro al netto delle spese sostenute nei 15 giorni di lotta. Siamo sotto di circa 2250 euro.

Abbiamo intenzione tra l’altro di continuare a dar battaglia sul terreno delle politiche attive per il lavoro.

Per cui la colletta continua. Eccovi il numero della posta pay per inviare i contributi di solidarietà:

 Poste pay 4023 6009 2624 2720

la pagina facebook:  https://www.facebook.com/Autoconvocati-Marcegaglia-309334185944113/?hc_location=ufi

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