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La Grecia lotta per liberarsi dal debito

di Argiris Panagopoulos – Probabilmente la parola “χρεος”, che vuol dire “debito”, sarà la prossima che passerà nel vocabolario europeo dopo SYRIZA, Tsipras e oxi. La Grecia continua ad accumulare punti nella sua battaglia contro i “falchi” nel neoliberismo, mentre l’ottimismo dalle decisioni dell’Eurogruppo del 9 maggio ha portato Tsipras, Tsakalotos e il vicepresidente del governo greco Dragasakis di puntare direttamente sullo sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro a breve. Le riunioni dell’Eurogruppo il 24 maggio e della BCE il 2 giugno sembra che decideranno la valutazione positiva del programma greco, la tranche per il pagamento dei debiti in scadenza e una forte iniezione di liquidità dell’economia reale con 9-12 miliardi e del sistema bancario greco con 5-6miliardi permettendo ad Atene di trattare con ancora più determinazione la questione del debito contro i pochissimi ma sempre pericolosi “falchi” che sono rimasti fedeli a Schäuble.

Dragasakis aspetta a breve 9-12 miliardi all’economia reale

“Il 24 maggio avremo un accordo, forse meglio di quanto ci aspettassimo”, ha detto il vicepresidente del consiglio dei ministri Giannis Dragasakis, sottolineando dagli schermi di Alpha TV che dopo la valutazione del programma greco ci saranno le condizioni per il recupero dell’economia e la sua e crescita.
“Dopo la valutazione, utilizzeremo tutti gli strumenti e metteremo delle priorità lavorando per la crescita, gli investimenti e nuovi posti di lavoro. Siamo in grado di passare ad una situazione che saremo in grado di vedere di nuovo un futuro, fare progetti per il futuro e mettere nuove priorità. Investimenti e la creazione di posti di lavoro”, ha continuato contento Dragasakis.
L’ottimismo di Dragasakis si bassa sul fatto che la Grecia otterrà 4-5 miliardi di euro per pagare debiti in scadenza al settore privato, mentre altri 6,2 miliardi o ancora di più saranno forniti dai fondi europei per gli investimenti ESPA. Quindi, nella seconda metà del 2016 la Grecia aspetta una forte iniezione di soldi freschi, che possono arrivare tra i 9 e i 12 miliardi di euro che saranno “sufficienti per garantire il recupero”, ha detto Dragasakis ripetendo il nocciolo duro della politica di SYRIZA: “cerchiamo di proteggere i più deboli. Il nostro obbiettivo è di ridurre il peso complessivo [delle scadenze del debito] finche si recupera la nostra economia”.
“Non era possibile votare misure “preventive”. Lo abbiamo evitato. Gli obbiettivi realistici e la gestione fiscale e finanziaria renderanno l’attivazione del “meccanismo di correzione” assolutamente inutile”, ha continuato Dragasakis puntando il dito
contro le forze che in Grecia e in Europa hanno investito sul disastro aspettando la caduta del governo ed elezioni anticipate.
Secondo Dragasakis il comunicato dell’Eurogruppo si riferisce in tre fasi per la soluzione del problema della sostenibilità del debito greco di fronte ai vaghi riferimenti di un’analoga decisione dell’Eurogruppo il 2012. “Ora andiamo ad una “road map” vincolante. Se la regolamentazione per il debito è buona, creerebbe un precedente positivo per gli altri paesi in Europa”, ha detto senza mezzi termini Dragasakis lasciando senza nominarla direttamente aperta la sfida per una Conferenza Europea per il Debito, una volta che altri governi osassero di alzare la testa. Per il vicepresidente del governo greco la Grecia “abbiamo bisogno di un grande alleanza per lo sviluppo e lo stato sociale”, un’altra delle sfide di SYRIZA che cercano di creare consenso e mobilitazione per rimettere il paese in piedi.

L’ESM di Regling vuole taglio del debito greco al 74% del Pil

All’ottimismo di Dragasakis per il recupero dell’economia greca si è aggiunta ieri anche un’altra notizia positiva per Atene, visto che il giornale tedesco Die Welt ha pubblicato un documenti di due pagine del responsabile del fondo salva-stati ESM Klaus Regling nel quale propone, in vista dell’Eurogruppo del 24 maggio, il pagamento si una parte del debito greco verso il Fondo monetario internazionale dall’ESM e la riduzione del debito greco al 74% del Pil.
In questo documento Regling descrive le già discusse scelte per la sostenibilità del debito greco, la estensione del suo rimborso, la copertura di un possibile aumento dei tassi di interesse ecc. Ma per Die Welt il documento di Regling rappresenta una vera “bomba politica” perché sostiene “la possibilità del rimborso almeno di una parte del debito greco al FMI dai partner europei”.
Questo opzione si riferisce alla fine del documento di due pagine come una possibile misura complementare: “L’acquisizione (Buy-out) del debito greco al FMI avrà un beneficio finanziario per la Grecia, perché il supporto dall’EMS è in condizioni più favorevoli ed ha una durata più lunga”. La Grecia paga gli interessi del 3,5% al Fmi per i sui vecchi prestiti mentre il meccanismo europeo di stabilità (ESM) offre prestiti a bassi tassi di interesse, che sono attualmente inferiori all’1%, “permettendo alla Grecia potrebbe risparmiare un sacco di soldi”, come nota il giornale tedesco.
Naturalmente, la questione “è sensibile perché significherebbe che sarebbe cambiata la ripartizione internazionale degli oneri del programma greco” dal momento che “gli europei – e la Germania- garantiranno nel futuro una maggior parte del debito greco” e “a differenza del FMI che porterà nel futuro meno pesi”, ma “la proposta può essere vista come uno strumento che può essere utilizzato dai politici”, scrive Die Welt.
Pero il capo del fondo salva-stati ESM va oltre notando nella sua relazione che se ci sono le condizioni di sostenere politicamente la sua proposta il Meccanismo Europeo di Stabilità ESM potrà utilizzare alla fine del programma greco “risorse non utilizzate” al fine di “servire in tempo i prestiti al FMI per pagarli”.
In parole semplici Regling propone di utilizzare per pagare i debiti greci al Fmi con i 15 dei 25 miliardi che sono messi a disposizione per la ricapitolazione delle banche greche, visto che sono serviti solo 10 miliardi per “salvare le banche”.
Secondo Die Welt, il meccanismo europeo ESM calcola che il governo greco avrà il 2018 un debito pari a soli 17,6 miliardi verso il FMI, se il FMI parteciperà con 6 miliardi al nuovo programma. Secondo Regling se gli europei sosteranno tutte le misure che descrive nel suo documento il debito greco potrà essere ridotto al 74% dal 183% del Pil.
Una proposta che considera buona anche il famoso Koelner Instituts der deutschen Wirtschaft (IW), l’Istituto di Colonia per l’economia tedesca, che sostiene la presenza del FMI nel programma di greco: “Per prendere questa decisione più facile in seno al FMI, l’ESM può assumere il pagamento del debito corrente della Grecia al Fondo monetario internazionale” ha detto sul giornale l’esperto Jurgen Mates, che “in questo modo potrebbe aumentare la disponibilità degli azionisti del FMI ad accettare la loro partecipazione al terzo pacchetto”.
Nello stesso momento il viceministro delle Finanze Giorgos Chouliarakis si incontrava con il viceministro delle Finanze Americano Nathan Sheets, che era accompagnato dall’ambasciatore americano in Grecia David Pearce.
Secondo il ministero delle Finanze greco l’incontro è stato condotto in un clima costruttivo e ai sono notati punti di accordo per lo stato di avanzamento del programma, i risultati positivi dell’Eurogruppo del 9 maggio, i parametri di una soluzione del problema del debito e le prospettive economiche della Grecia e della zona euro.

Tira e molla da Schäuble

Fondi del ministero delle Finanze tedesco hanno dichiarato alla Deutsche Welle che “siamo molto vicini ad una soluzione sostenibile che comprende sia la questione finanziaria sia il pacchetto preventivo”. Da parte sua Schäuble sembra abbastanza ottimista per la partecipazione del FMI sul terzo parchetto di “aiuto” per la Grecia tenendo conto che nelle prossime due settimane deve ammettere di discutere sul quadro di un accordo per il debito greco, che in questo momento p sul tavolo delle trattative tra la Grecia, gli europei e il FMI.
Schäuble cerca di rimandare la decisione per il debito “dentro l’anno” ma sembra di essere arreso all’idea che nell’Eurogruppo del 24 maggio ci sarò l’accordo sulla valutazione del programma greco e l’avvio del finanziamento delle tranche per pagare i debiti in scadenza nelle mani della BCE e non solo, come si è fatto notare dal portavoce del ministro delle Finanze tedesco Martin Jeger.
Il portavoce di Schaeuble ritiene “possibile” l’accordo il 24 maggio visto che mancano pochi dettagli e ha cercato di diminuire le decisioni dell’Eurogruppo per quando riguarda il debito greco sostenendo che l’Eurogruppo non ha detto qualcosa di nuovo, ma si è limitato di chiarire le decisioni prese la scorsa estate:
“Quello che ha deciso è che se nel 2018, dopo il completamento del programma e dopo l’uso eventualmente necessario del meccanismo automatico di correzione, ci sarà il bisogno di un sostegno di finanziamento del bilancio greco allora possiamo discutere le misure sul debito”, ha detto Jeger.
Una tesi che sostiene anche un altro falco, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, che ha detto Lunedi che le misure per alleggerire il debito greco saranno prese dopo la fine del programma il 2018 “se saranno necessarie”.
Contro i falchi sembra che si è mossa la BCE che deciderà il 2 giugno di accettare i titoli si stato greci come garanzia per il finanziamento delle banche greche, offrendo una grande boccata d’ossigeno e di liquidità al sistema bancario greco.
La BCE sembra orientata ad un eccezionale ripristino della accettazione dei titoli di stato greci come garanzia di rifinanziamento delle banche greche da parte sua. La decisione sarà presa il 2 giugno durante la riunione della BCE a Vienna dopo il buon esito dell’Eurogruppo del 24 maggio e si calcola che può offrire immediatamente una liquidità di 5-6 miliardi al sistema bancario greco sostituendo il meccanismo di ELA con la liquidità offerta direttamente dalla BCE e a costo più basso.
In ogni caso, tuttavia questo sviluppo non si prevede di spianare la strada per la partecipazione della Grecia nel programma di allentamento quantitativo (QE) presso la BCE. Secondo le stesse fonti la BCE per includere i titoli di stato greci al programma di acquisti è necessario prima del completamento della valutazione di vedere le decisioni per la riduzione del debito, che si possono ragionevolmente aspettare verso la fine dell’estate.

Nuovo “no” alle misure preventive da Moscovici

Per il Commissario europeo delle Finanze Moscovici il 24 maggio sarà per Bruxelles la data – traguardo per il successo del programma greco, sperando che fino al 24 magio ci sarà possibile raggiungere un accordo globale che includa sia il rimborso della prossima tranche sia le misure per la sostenibilità del debito greco. Tuttavia, le questioni per i modi della partecipazione del FMI nel programma greco rimangono, e Bruxelles non danno per certo l’accordo del Fondo sotto piano per alleviare il debito greco.
Moscovici è convinto che la decisione dell’Eurogruppo del 24 maggio offrirà alla Grecia sia il suo finanziamento sia il pagamento di gran parte degli arretrati che il governo greco deve ai suoi fornitori con “risultati positivi” per l’economia greca.
Per quanto riguarda il voto del Parlamento greco Moscovici ha notato che le riforme delle pensioni e fiscale avranno un impatto significativo e duraturo, pari al 2% del Pil greco. Per quanto riguarda il cosiddetto meccanismo di correzione il Commissario ha spiegato che la Commissione europea ritiene che le misure esistenti sono sufficienti per raggiungere l’obiettivo, ma non tutti condividono questo punto di vista e, quindi, questo fatto ha portato alla creazione del meccanismo.
Citando i dati della Commissione europea Moscovici ha detto che la crescita economica in Grecia “presenterà un segnale positivo a partire dalla seconda metà del 2017 raggiungerà il 2,7%, mentre il deficit nel 2017 sarà ridotto al 3%”
Per quando riguarda la questione del debito greco, fonti comunitarie hanno spiegato ieri che le istituzioni si sono impegnate a preparare una proposta di misure concrete da adottare in tre fasi temporali come ha deciso l’Eurogruppo di Lunedi, sul breve, medio e lungo termine. Una prima discussione in EuroWorking Gruppo è prevista per oggi Giovedì in occasione della riunione programmata dei responsabili degli economisti dei ministri delle Finanze della zona euro.

Il Fmi consulente tecnico per il “falco” Kazimir

Il ministro delle Finanze slovacco Kazimir ha detto che il FMI potrebbe rimanere come consulente tecnico perché la distanza delle sue posizioni con quelle degli europei sembrano essere in crescita, piuttosto che restringersi. Secondo Kazimir anche se la dichiarazione finale dell’Eurogruppo affermare che “l’accordo sul debito e le adeguate garanzie di finanziamento dai suoi partner europei sono tenute a consentire al FMI di partecipare al programma” un accordo con il Fondo è abbastanza difficile.
“Ora il Fondo è chiaramente fuori. Le altre istituzioni e il governo greco sono riusciti ad accordarsi su alcune questioni e la posizione del Fondo provoca difficoltà”, ha detto un funzionario europeo. Allo stesso tempo, il ministro delle Finanze slovacco Kazimir, che apparteneva al gruppo dei tradizionali “falchi” dell’Eurogruppo, ha espresso il parere Lunedi che il FMI potrebbe rimanere solo come consulente tecnico per il programma.
Infine, un attacco severo al FMI ha lanciato dal Parlamento europeo il presidente del gruppo socialista Gianni Pittella, il quale ha avvertito che se il FMI alla fine si mette di “sabotare” l’accordo con la Grecia, l’Unione europea deve avere il “coraggio” per continuare da sola.

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